Interventi Assistiti con gli Animali

Di che cosa si tratta?

“La felicità è un cucciolo caldo”, affermava Lucy a proposito di Snoopy, il cagnolino di una celebre striscia a fumetti. Si potrebbe obiettare che Lucy sia poco attendibile, essendo un personaggio comico e per di più di carta e inchiostro: niente affatto.

E’ dimostrato che prendersi cura di un animale calma l’ansia, trasmette calore affettivo, e aiuta a superare lo stress e la depressione.

Già negli anni ’60, lo psicoterapeuta Boris Levinson si accorse che un bimbo autistico suo paziente, traeva benefici dalla presenza del cane Jingles, durante le loro sedute. Il bambino appariva più rilassato e sereno del solito, nei momenti di interazione con il cane. Questi episodi portarono Levinson a sperimentare sempre di più questa modalità di intervento, ponendo così le basi della Pet Therapy.
La Pet Therapy è una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale, usata per integrare, rafforzare e coadiuvare le terapie tradizionali nei confronti di pazienti affetti da differenti patologie, con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

Il rapporto con l’animale, infatti, può favorire un canale privilegiato di comunicazione ed espressione emotiva, anche quando altri tipi di relazione risultano inefficaci e può facilitare l’approccio terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative.

Le finalità che perseguiamo proponendo questo tipo di intervento sono di promuovere il benessere della persona e alimentare la percezione soggettiva di adeguatezza favorendo l’autostima.

 

La realizzazione di attività di Pet Therapy permette di:

– migliorare il tono dell’umore e ridurre la presenza di stati depressivi. L’effetto immediato è riscontrabile osservando l’aumento dei segnalatori di interazione sociale (sorrisi, contatti fisici e verbali, ecc.);

– ottenere ricadute positive su alcuni aspetti cognitivi, in particolare il miglioramento dell’attenzione e della coerenza verbale;

– ridurre alcune alterazioni comportamentali, quali stati di agitazione, aggressività, ansia, apatia;

– migliorare il benessere generale (abbassamento della pressione sanguigna, miglioramento della funzionalità cardiovascolare, rilascio di endorfine, diminuzione del dolore fisico) e conseguente riduzione del bisogno di psicofarmaci.

 

La nostra esperienza

Piccolo Principe s.c.s. ONLUS è attiva dal 2009 nel settore della cura domiciliare degli anziani e fa parte del programma “Una rete per l’Alzheimer” del Comune di Milano, nel cui ambito sviluppa, a fianco dei più noti Alzheimer Café, interventi non farmacologici gratuiti a favore dei malati e dei loro caregiver. Fra le attività proposte riscuotono particolare successo gli incontri con gli amici a quattro zampe, condotti da operatori specializzati.

In particolare, a partire dal 2016, abbiamo inserito gli interventi assistiti con animali nell’ambito delle attività rivolte ai malati di Alzheimer e altre forme di demenza, svolgendoli presso la RSA Pindaro di Milano, il Laboratorio occupazionale Il posto delle fragole del Municipio 5 del Comune di Milano e l’associazione Il colore nel Municipio 6 del Comune di Milano.

Dal 2018 realizziamo laboratori di socializzazione bambino- cane nella nostra sede di Milano, presso lo spazio Micrò e nello spazio WeMi di corso San Gottardo 43.

 

 

Metodologia

Lavoriamo con un’équipe multiprofessionale composta da: psicologa esperta in psicologia dell’invecchiamento, counsellor esperta in psicologia dell’invecchiamento, terapista occupazionale e educatrice cinofila. Proponiamo interventi in gruppo, così da poter sfruttare le potenzialità dell’aggregato di persone per stimolare l’interazione fra i partecipanti, oltre che con l’animale, e la condivisione dell’esperienza.
L’IAA si rivolge a gruppi di massimo 20 persone con la presenza di 2 o 3 cani accompagnati dai loro coadiutori (una delle conduttrici è una educatrice cinofila professionale). I due cani presentano caratteristiche diverse: Ambrogio è un leonberger, un cane di grande mole, imponente e con un carattere equilibrato e calmo. La notevole dimensione di Ambrogio consente agli anziani di interagire con lui senza fare fatica (piegarsi o allungarsi) e la sua grande pazienza lo rende un perfetto compagno di passeggio e di coccole, oltre che un “amico” a cui rivolgere attenzioni di cura (spazzolarlo, detergergli il muso etc). Ginger è una giovane setter inglese, abituata fin da piccolissima ad interagire con gruppi di anziani fragili, ha un aspetto minuto e leggero, un carattere gentile e la vivacità del cane da caccia. Lei è adatta all’interazione giocosa e ben si presta alle passeggiate e allo scambio di effusioni. Ella, la mamma di Ginger, è una setter inglese, è un cane di mezza età gentile e paziente, mantiene l’indole vivace e giocosa del cane da caccia.
Durante l’intervento è sempre presente anche una psicologa o una terapista occupazionale, con il ruolo di conduttrice del gruppo. Ha il compito di tenere viva l’attenzione dei partecipanti, proporre collegamenti tra l’esperienza in corso ed episodi della loro vita, fornire indicazioni sul comportamento e il linguaggio del cane in modo che i presenti possano proporre interazioni più efficaci con l’animale, rielaborare l’esperienza dell’incontro. È prevista, inoltre, la possibilità di fornire ai partecipanti del materiale cartaceo recante immagini dei cani e brevi frasi significative che siano di supporto e accompagnamento dell’esperienza fatta.

Ogni incontro ha una durata di due ore, così suddivise: un’ora e mezza con la presenza degli animali e l’ultima mezz’ora dedicata alla merenda, come momento di condivisione tra i presenti.
È possibile attivare cicli di incontri con periodicità settimanale o quindicinale e durata variabile, in base alle specifiche esigenze.