Pet Therapy – Interventi Assistiti con Animali OLD

La felicità è un cucciolo caldo”, affermava Lucy a proposito di Snoopy, il cagnolino di una celebre striscia a fumetti. Si potrebbe obiettare che Lucy sia poco attendibile, essendo un personaggio comico e per di più di carta e inchiostro: niente affatto, è dimostrato che prendersi cura di un animale calma l’ansia, trasmette calore affettivo, e aiuta a superare lo stress e la depressione.

Già negli anni ’60, Boris Levinson, uno psichiatra, enunciò le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali e le applicò nella cura dei suoi pazienti; nacque così la Pet Therapy, una terapia dolce basata sull’interazione uomoanimale, usata per integrare, rafforzare e coadiuvare le terapie tradizionali nei confronti di pazienti affetti da differenti patologie, con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

Il rapporto con l’animale, infatti, può favorire un canale privilegiato di comunicazione ed espressione emotiva anche quando altri tipi di relazione risultano inefficaci, e può facilitare l’approccio terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative.

Le finalità che perseguiamo proponendo questo tipo di intervento sono di promuovere il benessere della persona e alimentare la percezione soggettiva di adeguatezza promuovendo l’autostima.

La realizzazione di attività di Pet Therapy con anziani fragili permette di:

migliorare il tono dell’umore e ridurre la presenza di stati depressione. L’effetto immediato è riscontrabile osservando l’aumento dei segnalatori di interazione sociale (sorrisi, contatti fisici e verbali, ecc.);

raggiungere ricadute positive su alcuni aspetti cognitivi, in particolare il miglioramento dell’attenzione e della coerenza verbale;

ridurre alcune alterazioni comportamentali, quali stati di agitazione, aggressività, ansia, apatia;

migliorare il benessere generale (abbassamento della pressione sanguigna, miglioramento della funzionalità cardiovascolare, rilascio di endorfine, diminuzione del dolore fisico) e conseguente riduzione del bisogno di psicofarmaci.